Orazio-vite nude - Teatro a Canone

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Orazio-vite nude

SPETTACOLI
 
 


ORAZIO
vite nude

di e con Luca Vonella
TEATRO A CANONE
2011



AMLETO: […] se le cose restassero ignote,
che nome offeso lascerei dietro di me!
Se tu mi tieni nel cuore,
appàrtati dalla felicità per qualche tempo
e vivi e respira ancora il tuo dolore,
in questo mondo, per raccontare la mia storia
.


 




video promo

scheda spettacolo


Recensioni:
Le periferie dell'arte e dell'anima  di Andrea Pogosgnich su Teatro e Critica.

Atti unici, attori e atti mancati di Pamela del Grosso su www.ninascrive.blogspot.it


 

Questo spettacolo è la testimonianza danzata di un “viaggio” nella psichiatria italiana, rivolta ad un “gruppo d’ascolto”. Il gruppo si riunisce in cerchio, delimita lo spazio al centro del quale si snocciolano delle storie e i nodi reconditi di alcune persone.
Un “piccolo” dono straordinario all’interno del manicomio di Pergine.
Un uomo si incammina da Trento allo Stato Vaticano, in favore di tutti i poveri della terra.
Un figlio cerca di salvare la madre morente parlando con gli dèi e una donna manda in frantumi i suoi progetti di vita per un esame non superato.
Una terapeuta alle prese con un utente riottoso o un trent’enne capitato ad una lezione di danza-terapia.
Sono storie di disagio mentale. Esperienze umane che portano con sé un mondo di sentimenti. Storie diverse che mostrano altrettanti momenti storici della psichiatria italiana e diversi approcci culturali.
Le fonti drammaturgiche di Orazio sono proprio queste persone, “storie in carne ed ossa” incontrate tra il 2010 ed il 2011 da Luca Vonella che, con il Teatro a Canone, ha compiuto un piccolo itinerario nelle strutture dei servizi psichiatrici italiani, raccogliendone dei materiali scenici.
A Pergine Valsugana, in occasione del Festival Pergine Spettacolo Aperto ha condotto un laboratorio teatrale ambientato negli spazi dell’ex- manicomio. Il lavoro intendeva tener viva la memoria di quel luogo mettendo in scena una vicenda realmente avvenuta, grazie alla testimonianza di un’ex assistente sociale.
A Trento ha vissuto 45 giorni all’interno della Casa del Sole, una struttura riabilitativa dell’Azienda Servizi Sanitari, per provare uno spettacolo su Amleto la cui sostanza erano le storie degli UFE (Utenti Familiari Esperti). Gli UFE nascono dall’idea per cui colui che ha sofferto la malattia mentale ne è in un certo qual modo un esperto. Prestano il loro aiuto professionalmente, affiancandosi a chi è ancora in crisi,  ascoltandolo, standogli vicino, testimoniandogli la propria “rinascita”.
A Roma il Teatro a Canone ha frequentato la comunità terapeutica di San Paolo, diversi centri diurni e associazioni. Ha partecipato alle attività “terapeutiche” del centro aggregativo del Municipio XI.
Una sequenza di azioni fisiche in forma danzata si intreccia ad una sequenza musicale che va da Puccini ai Fletwood Mac, da Wim Mertens ai Pink Floyd passando per Giovanni Lindo Ferretti.
Orazio è l'amico fedele di Amleto. Al termine della storia, è incaricato dal principe morente, di testimoniarla, affinché i suoi tragici sviluppi non siano stati vani.
Questo è uno dei principi della psichiatria contemporanea. Fare cultura, raccontare il disagio per abbattere lo stigma. Ma è anche uno dei motivi che fa nascere il teatro. Mostrare i frammenti di un'esistenza che può aprire una breccia.

Una produzione Associazione Culturale Teatro a Canone
Con il patrocinio dell'ANPE Associazione Nazionale Pedagogisti


 
 
 

  Orazio - vite nude. Roma, 2015.

 
 
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